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L’Architettura dell’Istinto: Dinamiche tra Attrazione e Repulsione

Di Alberto Bonizzato – Behavioral Coach

L’Architettura dell’Istinto: Dinamiche tra Attrazione e Repulsione

(Di Alberto Bonizzato – Behavioral Coach)

Nel teatro della psiche umana, recitano spesso due attori protagonisti le cui battute precedono ogni forma di ragionamento logico: le pulsioni di attrazione e repulsione.

Per comprendere il comportamento umano, è fondamentale operare una distinzione netta tra queste forze primordiali e i comuni sentimenti. Sebbene condividano la medesima matrice di attivazione:

I sentimenti: Sono stati d’animo generalmente modulabili, flessibili e integrati nella coscienza neocorticale.

Le pulsioni: Si manifestano come moti impulsivi, totalizzanti e irrazionali. Esse sono strutturali al "Modello Emotivo" familiare, il quale pre-orienta e pre-condiziona stabilmente la risposta del sistema.

Le pulsioni scavalcano la capacità di determinazione dell’individuo, agendo come filtri rigidi che distorcono o determinano la percezione della realtà stessa sulla base di un assetto psicosomatico già stabilito all'origine.

                 [MODELLO EMOZIONALE FAMILIARE]

                                                         (Assetto Psicosomatico Pre-Condizionato)

                                                                                          │

                                                                                          ▼

                                                       [STIMOLO AMBIENTALE / PROIETTIVO]

                                                                                          │

                           ┌────────────────────┴───────────────┐

                           ▼                                                                                                           ▼

  [ECCEZIONE: SPAVENTO ACUTO]                               [MECCANICA ORDINARIA VINCOLATA]

          (Scavalco biologico immediato /                                (Incanalamento nel Vettore  Pulsionale Pre-Orientato)

          Rottura delle catene apprese)                                                               

                                                                                                                                                  │

                                                                    ┌─────────────────────────┴──────────┐

                                                                    ▼                                                                                                          ▼

                     [VETTORE: ATTRAZIONE PRE-SETTATO]                                [VETTORE: REPULSIONE PRE-SETTATO]

                      - Amplificazione selettiva                                                                             - Sensore di minaccia automatico

                      - Rimozione dei dati critici                                                                          - Eliminazione delle ambiguità

                                                        │                                                                                                                           │

                                                        └────────────────────┬────────────────────┘

                                                                                                                       ▼

                                                                                         [VINCOLO REALTÀ PROIETTIVA]

                                                                                  (Stato Interno Scritto come Fatto Esterno)

1. Il Sequestro Emozionale e la Risposta Pre-Orientata

Quando affermiamo che le pulsioni scavalcano la capacità di determinazione, stiamo descrivendo un vero e proprio "sequestro emozionale". Prima ancora che la corteccia prefrontale — la sede del pensiero logico, della mediazione strutturale e della libera scelta — possa elaborare i dati ambientali, il sistema limbico ha già emesso il suo verdetto.

In questo millisecondo di buio razionale, l'individuo non "sceglie" di provare attrazione o repulsione; egli viene istantaneamente incanalato nel vettore pulsionale. La reazione limbica, infatti, non è mai neutra o estemporanea, ma è sempre pre-condizionata e pre-orientata.

Il timone della nostra volontà viene temporaneamente scollegato dal motore delle azioni: non siamo più piloti, ma passeggeri di un organismo che ha già deciso la direzione da prendere in base alle mappe di sopravvivenza arcaiche registrate nel proprio Modello Emozionale.

2. La Realtà Vista attraverso il Prisma Pulsionale

L'idea delle pulsioni come filtri che distorcono suggerisce che non interfacciamo mai il mondo "così com'è", ma sempre attraverso una lente colorata dal nostro orientamento affettivo pre-esistente:

Sotto la pulsione dell'attrazione pre-settata: Il filtro opera come una lente d'ingrandimento sui pregi. Ogni dettaglio dell'oggetto del desiderio viene esaltato, mentre le criticità o i rischi ambientali vengono sistematicamente rimossi o minimizzati. La realtà viene proiettivamente "abbellita" per giustificare la spinta viscerale verso di essa.

Sotto la pulsione della repulsione pre-settata: Il filtro diventa un sensore di minaccia automatico. Un gesto totalmente innocuo e neutro viene interpretato come aggressivo, un silenzio standard diventa un'offesa morale.

In questo quadro, la distorsione non è un errore del sistema, ma una sua precisa funzione: il filtro serve a rendere i dati ambientali immediatamente coerenti con la pulsione pre-orientata che stiamo provando, eliminando le ambiguità percettive che potrebbero rallentare la reazione difensiva dell'organismo.

3. Dalla Distorsione alla Determinazione della Realtà

Il passaggio finale è il più radicale: le pulsioni non si limitano a distorcere ciò che esiste, ma arrivano a determinare la realtà stessa per il soggetto. Se il filtro della repulsione è abbastanza potente, l'individuo non percepisce una "versione deformata" di una persona, ma vede una persona oggettivamente e intrinsecamente cattiva.

In questo stato di arousal elevato, la proiezione interiore si solidifica come verità esterna ed empirica. La realtà cessa di essere un dato oggettivo da analizzare, ma diventa un puro prodotto del nostro equilibrio (o squilibrio) emozionale introiettato: se il sistema è pre-condizionato sulla paura, il mondo è pericoloso; se è pre-condizionato sull'attrazione, l'oggetto è prezioso. Questa sovrapposizione annulla il confine tra l'Ego e il mondo, rendendo l'individuo prigioniero di una realtà che lui stesso ha, inconsciamente, costruito e oggettivato.

L'Eccezione dello Spavento Acuto: L'unica reale condizione in cui questo loop pre-orientato si interrompe è lo spavento acuto (risposta di trasalimento). Di fronte a una minaccia ambientale improvvisa, immediata e ad altissima intensità, il sistema biologico scavalca il software emotivo appreso. In questa frazione di secondo, le catene reattive consuete del Modello Emozionale si rompono per lasciare spazio a un agito puramente neurovegetativo di sopravvivenza pura.

Al contrario, in una fobia ordinaria (massima repulsione vincolata), la mente determina un ragno minuscolo come un mostro letale poiché risponde ai binari del modello. La capacità di determinazione cognitiva ("so che è innocuo") è del tutto inutile di fronte a una pulsione che ha già riscritto le leggi della realtà.

4. La Meccanica della Risposta Pulsionale: Le Fasi Sequenziali

Il processo ordinario che trasforma uno stimolo ambientale in una decisione morale o in un’azione segue una sequenza rigorosa e fulminea:

1. La Pre-attivazione Strutturale: L'incontro con la realtà non avviene mai nel vuoto. L'individuo richiama un assetto emozionale dal proprio Modello Emozionale interno, basato su una specifica pre-attivazione del sistema nervoso che pre-orienta l'arousal.

2. L'Incanalamento nel Vettore Pulsionale: Escluso il caso eccezionale dello spavento acuto, lo stimolo viene immediatamente incanalato nei binari della dominante d'onda prestabilita: la paura, che prelude alla chiusura difensiva, o la curiosità evolutiva, che apre all'esplorazione e al contatto.

3. Il Richiamo del Pregresso (Archivio): In base alla dominante, la mente attinge fulmineamente alle esperienze passate integrate. In presenza di una lacuna strutturale, accede agli stereotipi sociali e culturali, utilizzandoli come scorciatoie cognitive per dare un nome allo stato somatico che sta provando.

4. Lo Stato Proiettivo: Avviene qui l'inganno percettivo definitivo. La pulsione si sostanzia dei dati dell'archivio o dello stereotipo e si proietta sull'oggetto esterno. Il soggetto non sente più una "paura interna", ma percepisce un "oggetto pericoloso". La sensazione soggettiva viene interamente oggettivata e scambiata per realtà esterna.

5. Focalizzazione Morale e Azione: Solo a questo punto l’individuo focalizza la situazione sotto un profilo morale, razionale o etico e prende una decisione, convinto di agire in piena e assoluta autonomia, mentre è stato interamente guidato e vincolato dalla sequenza precedente.

Conclusione: Due Facce della Stessa Medaglia Energetica

È consuetudine associare l’attrazione al "positivo" e la repulsione al "negativo". In realtà, dal punto di vista dinamico e quantitativo, esse possiedono la medesima valenza energetica. La differenza risiede esclusivamente nella componente di codifica cognitiva: nella repulsione, il sentimento della paura è totalmente dominante e paralizzante per la flessibilità del sistema.

Più l’attività emotiva primaria è potente, più l’individuo avverte spinte viscerali che sfociano in dinamismi ansiosi o fobie croniche. In questi contesti clinici, la pulsione cessa di operare come una bussola evolutiva e si rivela come il sintomo cosciente di un'alterazione profonda.

Comprendere questo processo significa smettere di essere vittime delle proprie "reazioni di pancia" e iniziare a osservare come il nostro modello emozionale colori il mondo, trasformando un impulso cieco in un’occasione di reale conoscenza di sé. Le pulsioni non sono errori del sistema, ma linguaggi arcaici: decodificarle permette di distinguere ciò che appartiene alla realtà oggettiva da ciò che è, invece, una proiezione del nostro equilibrio interiore.

 

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