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Critica al Pansessualismo Psicoanalitico e la Riduzione della Seduttività a Richiesta di Attenzione determinata dal Genitore
(Di Alberto Bonizzato – Behavioral Coach)
Nella mappatura scientifica del trasferimento transgenerazionale dei modelli emotivi tra caregiver e prole, il costrutto psicoanalitico del Complesso Edipico si rivela un'istanza teorica priva di collocazione e di validità deterministica. La meccanica della POMM evidenzia che la strutturazione del Modello Emozionale avviene per assorbimento a-critico e somatico da parte del figlio (indipendentemente dal genere), per poi riprodursi con una scalarità geometrica: dapprima all'interno del perimetro claustrofobico del nucleo familiare e, successivamente, per proiezione riflessa verso l'ambiente esterno. Pertanto, i dinamismi affettivi, conflittuali e seduttivi osservabili nel bambino non sono l'espressione di pulsioni incestuose innate, ma comportamenti subordinati alla riproduzione coatta di ciò che il genitore ha precedentemente e inconsapevolmente trasferito. Il minore non possiede l'autonomia emotiva né l'archivio esperienziale per muoversi in territori relazionali sconosciuti; egli esegue e testa unicamente il software ricevuto.
[MODELLO EMOTIVO IRRISOLTO DEI GENITORI] (Proiezioni, Nevrosi, Bisogno di Rango/Validazione) │ ▼ [STIMOLO SEDUTTIVO GENITORIALE] (Agito sul Bambino attraverso Canali Non Verbali) │ ▼ [IMPRINTING EMOTIVO DEL FIGLIO] (Assorbimento Somatico Sottocorticale della Traccia) │ ▼ [RISPOSTA DI RITORNO DEL BAMBINO] (Richiesta Seducente di Attenzione / Quota di Visibilità)
1. La Fallacia Funzionale ed Economica del Modello Freudiano Nel modello edipico classico si presuppone l'esistenza di un'intenzionalità inconscia del tutto priva di utilità biologica o di funzionalità meccanica per l'organismo. Sottoposto al vaglio della logica deterministica, il costrutto crolla davanti a quesiti di ordine squisitamente funzionale:
・ Quale vantaggio bio-meccanico o evolutivo trarrebbe il sistema nervoso del bambino nel tentare di sedurre con un contenuto sessuale la propria madre? ・ Quale utilità lineare avrebbe l'eliminazione fisica del padre? La rimozione del maschio alfa rende forse il tracciato esistenziale della prole economicamente meno faticoso o più efficiente nel calcolo di sopravvivenza?
A queste domande la psicoanalisi ortodossa non è in grado di fornire alcuna risposta verificabile. Senza sminuire il valore pionieristico del lavoro di Sigmund Freud, è evidente che la rappresentazione edipica sia scaturita da una fase di entusiasmo culturale dell'epoca vittoriano-romantica, caratterizzata da un'adozione superficiale della classicità greca, strumentalizzata più come serbatoio di metafore suggestive per convalidare le proprie teorie che come recupero filologicamente corretto dei testi. Freud stesso intuì l'iperbole teorica del suo pansessualismo applicato alla tragedia sofoclea dell'Edipo Re, tentandone una parziale smentita. Nella letteratura greca, infatti, la figura di Edipo non incarna un archetipo universale, ma rappresenta la condizione clinica dell'espulso e dell'escluso. Il motore del dramma non è un'intenzione inconscia "sbagliata" del sovrano di Tebe, ma l'impossibilità strutturale di conoscenza: essendo stato abbandonato in fasce (lacuna totale di informazioni), Edipo non possiede i dati per identificare i vettori biologici materni e paterni. La tragedia greca si innesta laddove l'individuo è totalmente in balia del destino (Ananke), non quando è governato da pulsioni incestuose intrinseche.
2. L'Anacronismo Cronologico e il Vero Ruolo della Seduttività Infantile L'attribuzione a un infante di una spinta sessuale inconscia ed elaborata costituisce un anacronismo cronologico macroscopico. Si tratta di una proiezione neocorticale adulta e distorta su un organismo (quello del bambino) che si trova in una fase evolutiva radicalmente differente. Le successive revisioni della psicoanalisi — che hanno tentato di correggere il tiro formulando il Complesso di Laio o il Complesso di Giocasta — mantengono la medesima aberrazione interpretativa, focalizzandosi sterilmente sul desiderio sessuale anziché sul reale motore della cinetica infantile: il bisogno sistemico di attenzione, interazione e visibilità relazionale.
La seduttività agita dal bambino non è un invito all'atto sessuale, ma un codice di comunicazione primitivo utilizzato per entrare in contatto con l'altro e garantirsi la sopravvivenza all'interno del gruppo. Inoltre, la rigida cronologia psicosessuale freudiana (fase fallica a tre anni, periodo di latenza a sei, ecc.) pretende di applicare una scansione universale e biologica a processi che sono invece interamente governati dalla qualità del Modello Emozionale primario. È quest'ultimo a determinare le inibizioni, le censure e i tempi di sblocco delle esperienze dell'individuo: non esiste alcun timer biologico endogeno che fa maturare l'inconscio in automatico; tutto dipende esclusivamente dal tipo di esperienze reali che il soggetto compie nel proprio ambiente.
3. Lo Scaricamento della Colpa e l'Infantilizzazione del Disagio L'operazione culturale di "scaricare" la responsabilità dei dinamismi seduttivi — e il conseguente carico di colpa e ansia — dai genitori ai figli risponde a un preciso e subdolo meccanismo di difesa dell'entourage adulto. Spostare la colpa sul minore alleggerisce la posizione dell'adulto: se la perversione è una proprietà intrinseca del bambino (il "perverso polimorfo"), il genitore è sollevato dal mettersi in discussione.
La Meccanica della Sostituzione Terapeutica Gli adulti, pur di non ammettere la propria totale incapacità nel governare i propri dinamismi emotivi e i propri arousal di allarme, preferiscono patologizzare la prole. Mandare il figlio in terapia soddisfa la proiezione idealizzata del "bravo genitore che fa di tutto per aiutarlo", operando come un perfetto scudo proiettivo che impedisce l'analisi della morfologia del proprio Modello Emozionale Familiare. Nella realtà clinica della POMM, è assai più deterministico rilevare che il bambino non fa altro che rispondere agli stimoli seduttivi, non verbali e metacomunicativi, emessi per primi dai genitori. Il bambino intercetta la nevrosi, il vuoto o la richiesta di attenzione dell'adulto e, per imprinting, la replica attraverso l'unico canale che gli garantisce il ritorno del feedback visivo e protettivo.
4. Il Complesso di Elettra e l'Inutilizzabilità Clinica del Mito Il medesimo errore interpretativo vizia il corrispettivo femminile dell'Edipo, ovvero il Complesso di Elettra. Nel mito classico non vi è alcuna traccia di un desiderio sessuale della ragazza nei confronti del padre Agamennone. Il matricidio compiuto da Elettra e dal fratello Oreste ai danni di Clitemnestra non risponde a dinamismi libidici irrisolti, ma a un preciso mandato di rango ed economico all'interno della società greca del tempo. Clitemnestra ha assassinato il Re legittimo insieme al proprio amante; i figli sono chiamati dalla struttura sociale e dinastica a prendere una posizione di forza per restaurare l'ordine sovrano, non ad agire spinte incestuose. L'assoluzione di Oreste da parte del Tribunale di Atene (l'Areopago) conferma che l'atto rispondeva a una logica politica e patriarcale di punizione del tradimento sovrano, non a pulsioni oscure e universali della psiche. Abbandonando i tentativi storici di riscrittura del mito — da Jung (che tentò una lettura simbolico-iniziatica della libido) a Lacan (che lesse l'Edipo come accesso al linguaggio e alla Legge del Padre), fino a Deleuze e Guattari con l'Antiedipo (tesi a liberare la psicoanalisi dalla gabbia edipica per via ideologica) —, la POMM dichiara l'inutilizzabilità terapeutica e l'anacronismo stantio di qualsiasi figura mitologica o letteraria per spiegare la meccanica della mente. Come evidenziato acutamente dal filosofo Herbert Marcuse, l'errore di Freud è stato quello di cristallizzare un "uomo psicologico-edipico perenne", proiettando tutti i problemi umani in un universo di modelli operativi astratti, non verificabili empiricamente e inclini all'idealismo.
Conclusione: La Patologia Elevata a Modello Educativo Edipo non rappresenta l'emergere di un inconscio universale e proibito, ma la descrizione di una figura straordinariamente patologica, disfunzionale e sfortunata. Elevare simili figure letterarie, o personaggi storicamente depressi e intrappolati nel loop binario tra la noia e il dolore, a pilastri della comprensione umana costituisce un grave errore pedagogico e scientifico. Il prodotto finale di questa cultura romantico-psicoanalitica è il potenziamento della negatorietà dell'esperienza: la realtà viene dichiarata in partenza come gravida di sofferenza, colpa e ansia inestricabili. La POMM rigetta questa visione drammatizzata e idealistica. Smontare il Complex Edipico significa ripulire il campo dalle scatole vuote dell'astrazione mitologica per restituire all'individuo la comprensione della propria meccanica: i comportamenti non sono destini tragici scritti dagli dei o dall'inconscio, ma sequenze di azioni e risposte guidate dall'arousal, decodificabili e modificabili attraverso l'efficacia dell'azione reale e verificata.
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