NON PSICOLOGICA

 

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della mente umana

 

 

 

                         Evoluzione Interiore del Modello Emozionale:
                                 Dalla Conservazione all'Indipendenza

 

Nella POMM (Prospettiva di Osservazione della Meccanica della Mente), il benessere della persona non coincide con l'assenza di problemi, ma con un traguardo funzionale preciso: l'Indipendenza Emotiva. Questa condizione non deve essere confusa con l'insensibilità o l'isolamento affettivo; al contrario, è la capacità di non sentirsi vincolati alle pressioni e alle aspettative altrui attraverso una comprensione limpida dei propri meccanismi proiettivi. La capacità di godersii rapporti interpersonali senza inibizioni o limiti.

Essere emotivamente indipendenti significa riconoscere come il proprio sistema di proiezioni contamini le relazioni e avere gli strumenti per correggere quei comportamenti che non sono utili al proprio equilibrio. Non si tratta di raggiungere la perfezione, ma di acquisire la capacità di integrare i propri limiti e di regolare, in autonomia, i propri sviluppi davanti agli eventi della vita.

1. Il Paradosso dell'Adattamento Conservativo

Il Modello Emozionale è un sistema progettato per trasmettersi attraverso le generazioni e mantenersi in costante adattamento rispetto all'ambiente. Tuttavia, è fondamentale comprendere che questo adattamento non è di tipo evolutivo, ma conservativo.

La mente adulta non cerca il "miglioramento" in senso astratto, ma la riproduzione di ciò che è consueto. Spesso avviene che invece cerchiamo di miglioreare, ma questa rappresentazione avviene solamente a livello cognitivo, spesso anche incompleta. A livello di struttura basilare emotiva invece nonabbiamo questa facoltà. A questo dinamismo biologico si aggiunge il potente condizionamento della struttura cognitiva e della cultura, con i suoi stereotipi e la sua morale. Il Modello Emozionale cerca di costruire un adattamento che sia congruo al grado di dipendenza o indipendenza dell'individuo, spingendolo a rincorrere ciò che le rappresentazioni acquisite nell'infanzia hanno stabilito come "necessario". Siamo, di fatto, programmati per riprodurre la matrice familiare a prescindere dalla nostra volontà razionale.

2. La Decostruzione dei Bisogni: Oltre Maslow

In questo inquadramento, la celebre gerarchia dei bisogni di Maslow viene radicalmente messa in discussione. Nella POMM, i cosiddetti "bisogni della persona" non sono elementi primari, ma derivati del sistema emotivo stesso. Ottenere l'approvazione sociale, l'idea di sicurezza e altre cose sono strutture culturali indotte.

Nel momento in cui un individuo diviene cosciente dei propri processi proiettivi, l'oggettivazione dei bisogni decade. Essi non sono altro che la conseguenza dell'effetto che gli stereotipi e le pressioni relazionali familiari generano nel sistema. Confondere il bisogno con l'origine del comportamento significa confondere l'effetto con la causa. Sebbene la maggioranza delle persone agisca spinta da questi bisogni, essi rimangono ininfluenti per chi intende comprendere la reale meccanica della mente: il vero motore sono le dinamiche emotive primarie, mentre i bisogni sono solo la loro manifestazione visibile e proiettiva tradotta nei significati e simboli sociali.

3. "Reverse Engineering" dell'Esperienza

Poiché non possiamo manipolare direttamente le emozioni primarie (paura e attrazione) — che operano a un livello arcaico e inconsapevole — l'unica via per l'evoluzione è intervenire sulle proiezioni delle quali riusciamo ad individuare la presenza e l'effetto. Possiamo deviare l'effetto delle emozioni primarie attraverso una vera e propria ingegnerizzazione inversa (reverse engineering):

Comprendiamo la proiezione che stiamo mettendo in atto.

Riformuliamo l'esperienza vissuta nel presente.

L'esperienza così modificata agisce retroattivamente sul "motore" primario, trasformando gradualmente la dinamica emotiva di base.

Controllando l'esperienza e la sua interpretazione, possiamo parzialmente, ma in modo significativo influenzare la sorgente di tutto il sistema.

4. Il Benessere e il "Matrix" della Sofferenza

Culturalmente siamo abituati a dividere le emozioni in positive o negative, ma la realtà biologica è differente. Le emozioni primarie sono un sistema di polarizzazione che punta all'omeostasi di ciò che si è appreso.

Il vero ostacolo al benessere risiede nel fatto che, spesso, il dolore è parte integrante di questa omeostasi. La mente può proiettare un disagio che, in realtà, serve a soddisfare funzionalmente gli schemi appresi. In questo senso, i processi vittimistici non sono "problemi" da eliminare, ma spesso rappresentano la soluzione spontanea a necessità inconsapevoli che, se analizzate logicamente, apparirebbero assurde.

Tutti noi viviamo immersi in questa dinamica interiore, una sorta di "Matrix" emotivo dove la sofferenza funge da stabilizzatore del modello. Evolvere significa avere il coraggio di rompere questa coerenza per cercare un'indipendenza che permetta di ricalibrare il senso della propria esistenza al di fuori dei binari pre-impostati.

 

 

 

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