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NON PSICOLOGICA
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La Gelosia: Un Guardiano dalla Proiezione La Meccanica della Gelosia: Tra Controllo e Garanzia di Fallimento Nella POMM (Prospettiva di Osservazione della Meccanica della Mente), la gelosia viene spogliata della sua veste passionale e romantica per essere analizzata per ciò che è realmente: un dispositivo di sicurezza meccanico. Essa non rappresenta un "eccesso di amore", né una nobile manifestazione di attaccamento, ma è un tentativo disperato del Sistema Limbico di mantenere la stabilità del proprio Modello Emozionale attraverso tre leve specifiche: il controllo delle variabili esterne, il vittimismo e la garanzia del fallimento. Per una persona gelosa essere amati non riguarda tutta l'avventura di vita condivisa, il vissuto condiviso, le sfide della vita portate avanti assieme, ma una continua spinta a controllare e pesare il proprio valore nella relazione.
1. Il Controllo delle Variabili Esterne Per la mente, l'equilibrio non coincide necessariamente con il benessere, ma con la coerenza. Se il nostro Modello Emozionale ha bisogno di una determinata risposta dall'ambiente per sentirsi "a casa", la gelosia funge da pattuglia di sorveglianza. Il geloso tenta di blindare la realtà, monitorando ogni movimento dell'altro (partner, amico o collega) affinché non emergano dati imprevisti. In questo senso, l'altro smette di essere un individuo libero e diventa una "variabile esterna" che deve essere costantemente ricalibrata. Il controllo non serve a preservare la relazione, ma a preservare la proiezione di sfiducia e negazione che il geloso ha costruito, evitando lo shock di un feedback incoerente con la propria mappa mentale. 2. Il Vittimismo come Strumento di Coerenza La gelosia (anche espressa come possessività) si configura come un sordo e continuo stato di allarme in cui la persona non trova pace. Un aspetto cruciale di questo meccanismo è il vittimismo. Nella dinamica della gelosia, il dolore e il sospetto non sono solo rappresentazioni mentali di qualcosa che spesso non c'è, un tradimento subito, ma vengono agiti come uno strumento di pressione metacomunicativa preventiva. In molte situazioni si verificano effettivamente comportamenti equivoci del/la partner e l'aspetto più interessante è osservarne la complessità. Quando chi sta con noi flirta con qualcun altro/a cosa avviene? Perché si genera questa situazione? Che cosa determina un comportamento così fedifrago e spregiudicato? Qual è la soglia della accettabilità dei comportamenti seduttivi nella relazione sentimentale? Per rispondere q queste domande dobbiamo guardare de ambiti apparentemente lontani tra loro: -Il Modello Familiare individuale di partenza in ciascun partner. -Il grado di realismo nei meccanismi proiettivi che ciascun partner applica sull'altro.
-Il Modello Familiare individuale Partiamo dal primo (non per importanza) dove possiamo imparare a leggere che alla base di tutto ci sono potenti e sotterranee dinamiche di controllo e sfiducia. Frequentemente, nei modelli familiari latini, i genitori (talvolta iper-protettivi) agiscono, vivono, esprimono forti comportamenti negatori verso i figli, semplici frasi come: “lascia stare che faccio io” oppure: “hai fatto quella semplice cosa?”, in un continuo mettere in risalto l'inefficienza del/la giovane genera una profondda distorsione della percezione del proprio valore e abilità. Quando questi atteggiamenti negatori, rendono una direzione più forte nei processi di controllo, il genitore innesca potenti spinte trasgressive nei figli, poiché si sentono oppressi dalla sfiducia colpevolizzante e umiliante; Sono i “genitori invasivi”. E' facile identificare questa tipologia di famiglia in quanto spesso si osserva una significativa spinta dei figli verso la iper-personalizzazione di tutto. Per fare un esempio schematico, parli con una persona ed esprimi un concetto: l'altro lo ripete prima che tu lo finisca convertito a modo proprio. Vengono espresse forme importanti di competitività su ogni ambito. Ma perché si attiva questo dinamismo? Siamo davanti alla dinamica della inadeguatezza associata al dover dimostrare il proprio valore ed ottenere l'approvazione altrui. Queste sequenze mostrano gli effetti di iper-seduttività che l'individuo è stato programmato ad agire, dei quali è totalmente inconsapevole. Questa schematizzazione appena letta non risolve la moltitudine di forme di espressione della iper-seduttività, ma ne era solamente una sintetica rappresentazione. In parole povere, l'individuo è continuamente spinto a “sedurre” chiunque, specialmente le persone sulle quali egli proietta la sconferma genitoriale, verso le quali attiva comportamenti iper-seduttivi. 3. La piattaforma della Iper-Seduzione come legante Quanto appena letto nel paragrafo sopra genera una importante condizione di intesa tra i partner. Quando due persone sono cresciuti e vivono con un simile Modello Emozionale originario, la necessità meccanica di “sedurre” e ottenere approvazione è un potente driver dell'attrazione e del comportamento. Questo fattore può essere così dominante da essere causa dell'innamoramento. Ma, come abbiamo compreso, la persona agisce indistintamente una spinta forte e sotterranea senza averne coscienza. Accade quindi che agli inizi, un rapporto basato sulla iper-seduttività viene a focalizzarsi totalmente tra i due partner, ma dopo qualche tempo (mesi o anni) inevitabilmente questa spinta interiore tornerà a rivolgersi verso l'esterno della coppia. Almeno uno dei due partner lo farà più vistosamente dell'altro. Il primo che agisce questa spinta innesca la dinamica di controllo della gelosia. Potenzialmente ciascun partner è predisposto verso la iper-seduttività, ma uno diventerà colui/ei che la esprime e l'altro diventerà il genitore controllore invasivo che attua la repressione originaria. Paradossalmente, più l'azione gelosa di controllo è forte, più forte diviene la spinta a trasgredire del partner oppresso. A questo punto bisogna dire che spesso la dinamica descritta non è affatto palese come descritto sopra, ma viene a svilupparsi negli aspetti impliciti del rapporto. Troviamo questo meccanismo svilupparsi quando la famiglia genera prole, dove la moglie spesso entra in un a certa abnegazione per la famiglia e diviene controllore invasivo e molte altre situazioni più difficili da leggere e capire. Questa descrizione che avete letto, è da considerare più un orientamento di indagine che una verità. Da un punto di vista esteriore ambo i soggetti inizieranno a sentirsi incompresi, inascoltati, poco considerati e su questa spinta si genera la necessità di trovare altrove attenzioni e conferme. Il vittimismo implicito è il primo grande segnale da osservare. 4. Il Vittimismo come arma e comunicazione Attraverso il vittimismo, il soggetto sposta il baricentro dell'attenzione sulla propria sofferenza, cercando di vincolare l'altro a un comportamento riparatorio, utilizzando le potente leva del senso di colpa per essere stato (almeno potenzialmente) cattivo. Questo "sentirsi vittima" permette al sistema di giustificare il controllo e, contemporaneamente, di confermare l'idea di un mondo esterno potenzialmente ostile o inaffidabile, alimentando il ciclo di apprensione (arousal) che tiene il sistema in uno stato di costante attivazione. L'individuo percepisce solamente una insoddisfazione, qualcosa che gli fa intuire la mancanza di amore incondizionato. Quando la morale personale di qualcuno (familiari, partner, colleghi, padroni) viene vissuta come una forma di oppressione, l'individuo si sente legittimato a ribellarsi poiché si dipinge come vittima. Pensiamo alla lotta partigiana (sovversivi per il regime, eroi per la libertà), o al commerciante che evade per non fallire, o ancora al lavoratore che ruba piccoli oggetti in un momento di indigenza. Tutte queste azioni condividono una radice comune: la percezione della situazione come ingiusta/opprimente. Ognuno di noi vive un grado di incoerenza tra la propria visione del giusto e quella imposta, ma accettiamo i limiti solo quando li abbiamo elaborati con successo a livello esperienziale. Se il limite è percepito come astratto, categorico o non riconosciuto, il conflitto diventa inevitabile. Tradire una persona spesso si collega direttamente alla percezione di questa ingiustizia subita.
-Il grado di realismo nei meccanismi proiettivi Quando parliamo di proiezioni (vedi il capitolo specifico) parliamo di una rappresentazione immaginifica della realtà. Questa attività mentale deforma sempre i fatti, non nella loro descrizione cognitiva, ma nell'implicita definizione del valore. Uno sguardo intenso può essere letto come tale, ma diversa è l'attribuzione di peso drammatico in persone diverse. La proiezione è quindi una attività inconsapevole dove ogni persona genera il processo di sofferenza “a modo proprio” senza alcuna oggettività. Nei meccanismi della gelosia, l'attività proiettiva è fortemente distorta, poiché distorti sono gli aspetti rappresentativi del proprio valore delle persone coinvolte. In altre parole, se io mi vedo inadeguato, i miei occhi cercano i segnali della mia inadeguatezza. Ma i segnali intorno a me non trasmettono solamente ciò che cerco, ma anche molto altro che però non sono addestrato a leggere. La cecità proiettiva è un fattore importante nella comprensione della gelosia e dei suoi effetti. Capire le proiezioni è un aspetto assai importante per capire cosa succede dentro di noi. 5. Il Tradimento come Epilogo: Il Crollo Invisibile della Proiezione Un tassello fondamentale per comprendere la meccanica della gelosia è il riconoscimento del "tempo reale" della fine di un rapporto. Nella dinamica proiettiva, l'atto del tradimento non rappresenta quasi mai l'inizio della crisi, bensì l'ultimo atto di un collasso già avvenuto. Quando effettivamente avviene il tradimento, il rapporto amoroso è già crollato da tempo, ma i partner non sono riusciti a riconoscerlo o ad ammetterlo. Questo accade perché il sistema di proiezione agisce come un potente anestetico: ・ Il Mantenimento del Simulacro: I partner continuano a interagire non con la persona reale, ma con il proprio Modello Emozionale proiettato sull'altro. Finché la "selezione proiettiva" riesce a filtrare i segnali di distacco, noia o incompatibilità, la mente continua a narrare una relazione che, nei fatti, è già un guscio vuoto. ・ La Gelosia come Distrazione Meccanica: Spesso, paradossalmente, la gelosia serve proprio a non vedere il crollo. Finché ci si accapiglia sul controllo, sul sospetto e sulla "garanzia di fallimento", l'attenzione è focalizzata sul conflitto e non sull'assenza di sostanza del rapporto. Si è troppo impegnati a monitorare il "possesso" per accorgersi che l'interazione reale è spenta. ・ L'Urto della Realtà: Il tradimento diventa dunque quella "Variabile X" talmente massiccia da non poter essere più scartata dai filtri proiettivi. Esso non "rompe" il legame, ma ne certifica la rottura pregressa, costringendo il sistema limbico a registrare un dato di realtà che la mente cognitiva aveva evitato di elaborare per mantenere l'omeostasi del Modello. In quest'ottica, il tradimento non è la causa del disastro, ma l'evento tecnico che rende impossibile continuare a ignorare che il terreno sotto i piedi è sparito mesi, o anni, prima.
6. La Garanzia di Fallimento: L'Auto-Sabotaggio Meccanico L'aspetto più controintuitivo e profondo della gelosia nella POMM è la garanzia di fallimento. Paradossalmente, il Sistema Limbico non teme il rifiuto tanto quanto teme l'ignoto. Se il modello di base di una persona è costruito sull'idea di non essere degna o di dover essere sola, da questo processo si genera il bisogno di controllo, il sistema lavorerà per confermare questa verità. ・ Esasperazione: La proiezione prodotta nella lettura della realtà è distorta. Il geloso mette in atto comportamenti così oppressivi, inquisitori e irrazionali da rendere la convivenza insostenibile. ・ La Spinta al Rifiuto: Esasperando il proprio comportamento, il soggetto "costringe" l'altro a reagire alla colpevolizzazione e ad allontanarsi. ・ Il Traguardo Tecnico: Quando il rifiuto o il tradimento avvengono, il cerchio si chiude. Il sistema limbico, pur nel dolore, raggiunge uno stato di quiete omeostatica: la realtà ha finalmente confermato la proiezione. Il fallimento è "garantito" e la stabilità del Modello è salva. La persona si certifica come vittima e rappresenta sull'esterno un amore che non può e non merita di avere.
7. Risvolti nei Rapporti Interpersonali Questa meccanica non si limita alla coppia, ma si manifesta in ogni rapporto sociale. Tutti abbiamo esperito la possessività di qualche amico o amica e l'amicizia è finita per eccesso di pressione opprimente. ・ In ambito professionale o amicale, la gelosia si manifesta come necessità di sminuire l'altro o di porsi in una posizione di vittima sacrificale per ottenere attenzione. ・ Anche qui, l'obiettivo è evitare che l'autonomia altrui diventi una variabile fuori controllo. Se non posso controllare il successo del collega o la sua amicizia, posso esasperare il clima lavorativo fino a provocare una rottura che confermi la mia proiezione di un ambiente "ingiusto" o "cattivo". Conclusione: Verso lo Smantellamento del Dispositivo Comprendere la gelosia come un dispositivo meccanico non come giusto o sbagliato) significa smettere di colpevolizzarsi o di giustificarsi. Il passaggio verso l'Indipendenza Emotiva richiede il coraggio di rinunciare alla "sicurezza" del fallimento garantito. L'evoluzione avviene quando il soggetto impara a riconoscere l'allarme limbico che spinge al controllo e, invece di assecondarlo esasperando l'altro, sceglie di considerare l'incertezza come opportunità di leggere il proprio valore reale condurlo al livello desiderato.
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