NON PSICOLOGICA

 

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della mente umana

 

 

      

   

Comportamenti e dinamismi seduttivi: La Gestione Simbolica dei Feedback e il Mercato dell'Attenzione

(By Alberto Bonizzato – Behavioral Coach)

 

 

La Decodifica Meccanica della Seduttività Relazionale e le Triadi del Modello Primario

 

Ogni nostra percezione fenomenica, ogni interpretazione della realtà, ogni orientamento d'azione e ogni singolo segnale comportamentale rispondono a un preciso scopo funzionale, del tutto indipendente dal grado di consapevolezza cosciente che l'individuo possiede sul processo in atto.

Nel dominio della POMM (Prospettiva di Osservazione della Meccanica della Mente), la funzionalità cardine della mente umana è di natura prettamente relazionale: essa è ingegnerizzata per sviluppare, condizionare e forzare specifici vettori di risposta nel rapporto con l'entourage.

                       [MATRICE EMOZIONALE FAMILIARE]

                 (Imprinting Coatto e Stabilità della Stirpe)

                                      │

                                      ▼

                      [DISORIENTAMENTO DEI FEEDBACK SOCIALI]

                 (Frizione tra Struttura Morale e Relativismo)

                                      │

         ┌────────────────────────────┼────────────────────────────┐

         ▼                            ▼                            ▼

[ORIENTAMENTO VALORIZZANTE]  [ORIENTAMENTO CONFLITTUALE]  [ORIENTAMENTO VITTIMISTICO]

  - Focus sulla Qualità        - Focus sullo Scontro        - Focus sul Depotenziamento

  - Feedback da Performance    - Il Conflitto come Sistema   - Cattura dell'Attenzione per Debolezza

         │                            │                            │

         └────────────────────────────┼────────────────────────────┘

                                      ▼

                       [REITERAZIONE PROIETTIVA IN PARADOSSO]

                (Saturazione del Bisogno o Indifferenza Funzionale)

 

1. La Trasmissione Transgenerazionale e l'Illusione della Differenziazione tra Fratelli

L'univocità del senso relazionale è interamente prescritta dal tipo di "addestramento" e imprinting somatico che l’individuo riceve all’interno del nucleo familiare originario. Se il sistema di partenza è caratterizzato da una spiccata predisposizione sociale, l'individuo (futuro adulto) replicherà linearmente questa frequenza; se, al contrario, la famiglia è introversa, isolata o arroccata in difese conservative, l'adulto ne riprodurrà le medesime coordinate strutturali.

Questa formulazione, pur potendo apparire rigida ed esagerata a un'osservazione superficiale, risponde a una rigorosa legge bio-deterministica. L'apparente diversità o opposizione di assetto riscontrabile tra figli della stessa stirpe è solo una questione di tempo: l'individuo approda inevitabilmente alla riproduzione degli schemi familiari così come li ha incamerati.

Le variazioni riscontrabili tra fratelli non costituiscono una reale rottura del modello, bensì minime fluttuazioni e differenziazioni nell'ambientazione, nel linguaggio e nella declinazione del contesto relazionale del singolo gruppo.

La Meccanica della Distinzione Competitiva

L'errore dell'osservatore profano risiede nel confondere il tentativo di differenziazione estetica con l'indipendenza strutturale. I fratelli appaiono macroscopicamente diversi nel carattere solo perché si osserva la forma esteriore del comportamento. In realtà, se si analizza la modalità reattiva profonda isolando il soggetto dalla presenza condizionante della famiglia o dei fratelli (disattivando la competizione per la quota di visibilità) emerge l'assoluta omogeneità della matrice d'origine. La "differenza" è un simulacro proiettivo alimentato dalla necessità del figlio di distinguersi per accaparrarsi l'attenzione dei caregiver.

2. La Sofisticazione dei Parametri Sociali e la Genesi dell'Inadeguatezza

Nel corso dello sviluppo neuro-emotivo e dell'addestramento comportamentale al di fuori del nucleo primario, l'individuo implementa una funzione di misurazione costante del proprio livello di riconoscimento e accettazione sociale. Nei sistemi primitivi, la gerarchia e l'assegnazione del rango si strutturavano secondo regole elementari e biologiche, quali la prestanza fisica, la forza cinetica e la territorialità. Nell’uomo contemporaneo, al contrario, questi parametri si sono ampiamente sofisticati, sovrastrutturandosi in un linguaggio relazionale astratto, denso di codici simbolici.

Questa complessità iper-mediata rende le abilità adattive primarie dellindividuo del tutto insufficienti a garantire una propriocezione stabile del proprio ruolo, del proprio valore e delle proprie capacità all'interno del gruppo. La parola e il comportamento hanno così sviluppato una fitta rete di discriminazioni morali (le griglie arbitrarie di bene/male, giusto/sbagliato), soggette a un cronico relativismo culturale.

Questa frizione — in cui l’individuo subisce le contraddizioni della scala valoriale e l’incoerenza dei feedback della collettività — determina una significativa alterazione del livello di realismo dell’attività proiettiva. Il soggetto scivola in un confronto automatico e logorante tra sé e gli altri: disorientato da risposte ambientali ambigue, egli drammatizza la propria percezione di sé fino a cristallizzare un profondo senso di inadeguatezza strutturale.

Per tentare di compensare questo deficit e ridefinire la propria collocazione sociale, la mente è costretta ad agire comportamenti polarizzati, i quali finiscono per separare o confondere i reali bisogni biologici dell'organismo dal bisogno di individuazione nel gruppo:

La Separazione Reattiva: L'individuo orienta la percezione della propria posizione in senso antisociale o trasgressivo, sviluppando comportamenti alternativi o di rottura come reazione di rifiuto verso la formattazione collettiva.

La Confusione per Sottomissione: Il soggetto si plasma interamente sui comportamenti che proietta come socialmente desiderabili e vincenti, performando carriera, abilità e status artificiali nell'illusoria speranza di rendersi "degno" di esistere all'interno della comunità.

In entrambe le opzioni, il peso sulla vita psichica non cambia: l’individuazione sociale viene anteposta ai bisogni individuali dell'organismo. Questa esternalizzazione del baricentro (Locus of Control esterno) produce la negazione sistematica del Sé e dei propri bisogni reali (negatorietà verso se stessi), elevando drasticamente il livello di sofferenza e sottomettendo l'individuo al giudizio e alla soggezione altrui.

3. Definizione Operativa di "Seduttività" nella POMM

Nelle culture sociali meno civilizzate, l'identificazione dei bisogni biologici è un processo lineare, non ostacolato da feedback collettivi distorti. Nelle società ad alto tasso di civilizzazione, invece, assistiamo a una profusione massiccia di comportamenti specificamente finalizzati alla cattura dell'attenzione e del riconoscimento, sganciati da qualsiasi utilità fattuale o biologica. Il sistema entra in un loop automatico in cui il "fare" è orientato unicamente a estorcere un segnale di validazione dall'entourage.

Nella meccanica della POMM, definiamo questa immensa classe di dinamismi comportamentali e relazionali con il termine tecnico di Seduttività.

La Seduttività Relazionale

Per "seduzione" non si intende l'attività circoscritta all'ambito romantico, sessuale o amoroso. Nella POMM, la seduttività è qualsiasi attività relazionale, conscia o inconscia, agita dall'individuo per attirare l'attenzione dell'ambiente o modulare la risposta dell'interlocutore, indipendentemente dal ruolo attivo o passivo assunto nello scambio.

I comportamenti seduttivi fanno intimamente parte del Modello Emozionale primario; non sono confinati a specifiche fasce d'età, ma si distribuiscono omogeneamente sia nelle fasi di integrazione del modello (pubertà e adolescenza), sia nell'età adulta. Essi sono puramente funzionali e si attivano ogni qualvolta l'individuo rileva il bisogno di verificare la tenuta della propria relazionalità o di integrare la percezione del Sé all'interno di una situazione che avverte come indefinita o minacciosa.

A seconda dell'emozione primaria dominante nell'arousal del soggetto, la comunicazione relazionale si divide in due canali:

1. Seduttività Lineare e Diretta: Dominata dalla Curiosità Evolutiva (attrazione/esplorazione). Il flusso è assertivo e orientato all'acquisizione pulita del dato e del feedback ambientale.

2. Seduttività Conflittuale o Difensiva: Dominata dalla Paura (conservazione/difesa). Il sistema attiva dinamiche di scontro o di opposizione che operano come un vero e proprio dispositivo seduttivo: attraverso il conflitto, l’individuo attira l'attenzione su di sé e persegue inconsapevolmente la riproduzione del proprio modello irrisolto.

I dinamismi seduttivi rimangono attivi fino a quando l’organismo non ha saturato il bisogno di completare e integrare quella determinata esperienza relazionale; non appena avviene la reale integrazione sul campo, l’attivazione emotiva cessa istantaneamente e l'individuo sviluppa una stabile indifferenza funzionale verso quel tipo di contesto.

4. Le Tre Triadi dell'Orientamento Seduttivo

Il tipo di obiettivo e la morfologia della strategia seduttiva (se essa sia valorizzante o depotenziante) dipendono esclusivamente dall'addestramento emotivo registrato nella storia personale del soggetto. Possiamo isolare le tre tipologie fondamentali che governano il mercato delle interazioni:

Orientamento SeduttivoModello di Addestramento PrimarioMeccanica del Loop ProiettivoOrientamento ValorizzanteLe attenzioni e la visibilità del nucleo originario erano rigidamente subordinate alla qualità e all'efficienza dell'azione (il bambino è visto solo se è "bravo" o "efficiente").Se la mente proietta un presupposto di inadeguatezza, i feedback esterni positivi verranno ignorati o svalutati, mentre verranno isolati e amplificati solo i segnali negativi a conferma del deficit interno.Orientamento ConflittualeIl nucleo familiare erogava una massa critica di attenzioni solo in presenza di dinamiche di scontro, opposizione o rabbia (il bambino esiste solo se combatte o crea disturbo).Il sistema ignora le interazioni pacifiche e valorizzanti poiché prive di intensità per il modello, ricercando e provocando costantemente la collisione e il conflitto per estrarre la propria quota di visibilità.Orientamento VittimisticoLe attenzioni e la protezione venivano elargite prevalentemente in presenza di comportamenti depotenzianti, malattie o fragilità (il bambino è visto solo se soffre o è debole).Il successo e l'adeguatezza vengono registrati come minacce identitarie; il sistema ricercherà, amplificherà e produrrà attivamente scenari di svalorizzazione o fallimento per confermare lo stato di vittima protetta.Conclusione

L'essere umano è l'unico organismo biologico costretto ad adottare una simile profusione di comportamenti seduttivi, poiché è l'unico a vivere immerso in una civiltà sovrastrutturata di codici e linguaggi morali che generano un senso di inadeguatezza latente. Il genitore, fin dalla più tenera età, getta le fondamenta di una geometria emozionale in cui sono già rigidamente tracciate le zone di stabilità e le lacune funzionali, con i relativi binari compensativi.

Un tentativo storico di mappare questa concatenazione di bisogni indotti è rintracciabile nel famoso concetto di "Hierarchy of Needs" (la gerarchia dei bisogni) teorizzato da Abraham Maslow nel 1954; tuttavia, nella meccanica della POMM, tale piramide viene destrutturata per rivelare come quelli che la cultura definisce "bisogni superiori" siano spesso semplici automatismi seduttivi volti a compensare la mancanza di un'identità reale e verificata.

 

 

 

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