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Il Modello Emozionale:L'Architettura Invariante della Meccanica Mentale
Il cuore pulsante della POMM (Prospettiva di Osservazione della Meccanica della Mente) risiede nel concetto di Modello Emozionale. Se immaginiamo l'essere umano come un sistema complesso, il Modello Emozionale non è una semplice caratteristica psicologica, ma rappresenta la struttura hardware e software primaria su cui poggia l'intera impalcatura dell'identità. Si tratta di una configurazione composita che si solidifica nei primi 4-5 anni di vita dell'individuo, definendo una matrice interpretativa che, una volta consolidata, tende all'invarianza. Diversamente dalle teorie della plasticità psichica illimitata, la POMM riconosce nel Modello Emozionale una predisposizione genetica e involontaria — analoga alla facoltà del linguaggio — che, dopo la fase di assorbimento infantile, si stabilizza. Essa diverrà modificabile solo in presenza di stimoli di straordinaria intensità o attraverso un processo di consapevolezza specifica.
La Metafora del Veicolo: Ego, Superego e Sé Per decodificare questa struttura, la POMM utilizza la metafora meccanica dell'automobile, che permette di distinguere le funzioni senza cadere nelle ambiguità della terminologia morale tradizionale: ・ L’Ego (Il Motore): Rappresenta la spinta vitale, la fonte dell’arousal e dell'energia necessaria all'azione. ・ Il Super-ego (I Sistemi di Interfaccia): È il complesso dei linguaggi e delle normative che permettono al veicolo di interagire con il "terreno" sociale e ambientale. ・ Il Sé (Il Pilota): È la sede della memoria e dell'identità, colui che custodisce il logbook delle esperienze. ・ I Servomeccanismi (Dinamismi Interpretativi): Proiezioni ed esperienze (elaborate o meno) che agiscono come sistemi di assistenza alla guida, condizionando/determinando la percezione della strada e le manovre del pilota. In questo quadro, la percezione del Sé (il pilota) è rigidamente subordinata alle caratteristiche del veicolo: un pilota su una vettura sportiva percepirà il mondo e le proprie possibilità in modo radicalmente diverso da un pilota su un mezzo pesante, indipendentemente dalla propria volontà conscia.
La Genesi del Modello: Convergenza Endogena ed Esogena Lo sviluppo di questo sistema è il risultato di una collisione tra due spinte fondamentali: 1. Genesi Interna (Biologica/Genetica): Una tendenza innata a costruire rappresentazioni identitarie, supportata a livello neurologico dall'attività dei neuroni-specchio, che permettono l'apprendimento per emulazione e la risonanza con l'altro 2. Genesi Esterna (Condizionamento Collettivo): L'influenza dell'entourage familiare e sociale che fornisce la "carrozzeria" morale, linguistica e comportamentale (la cultura). Il Modello si genera attraverso un’attività di collimazione: l’individuo compie prove (azioni) e ne verifica i risultati (feedback esterni). Quando lo scopo dell'azione coincide con l'obiettivo raggiunto, il modello si stabilizza. Questo schematismo di adattamento rimane il "binario" su cui l'individuo correrà per tutta la vita.
La Sequenza Operativa dell'Attività Mentale Ogni attività mentale, nella prospettiva POMM, risponde a una meccanica precisa e finalistica, articolata in una sequenza circolare: Spinta Emotiva (Arousal) → Focalizzazione dell'Obiettivo → Valutazione Strategica → Decisione → Azione → Valutazione dell'Effetto → Memorizzazione. Questa sequenza si esprime attraverso un "trittico" di aree funzionali che operano in costante interdipendenza: 1. Area Interna (Ideativa): Emozioni, pensieri e proiezioni. È il momento della rappresentazione mentale del Sé e dell'altro. 2. Area Esterna (Attuativa): Meta-comunicazione e comportamenti. È il piano dell'azione reale e della raccolta dei feedback ambientali. 3. Area Interna (Interpretativa): Il ritorno al Sé. Qui la realtà viene interpretata e memorizzata, confermando o smentendo il Modello esistente.
Le Proiezioni: Il Recupero dell'Omeostasi Il dinamismo relazionale più critico è quello delle proiezioni. Esse scattano a seguito di un'attivazione emotiva primaria non connessa con la realtà che rompe l'omeostasi (l'equilibrio interiore). La corteccia cerebrale, percependo questo sbilanciamento, attiva immediatamente una ricerca di cause per spiegare il disagio o il piacere provato (proiezione). ・ Dominanza della Curiosità/Attrazione: Se l'attivazione è positiva, la proiezione genera una rappresentazione gratificante. La mente non "drammatizza" e l'individuo percepisce fluidità. ・ Dominanza della Paura: Se l'arousal è tinto dal timore, anche in minima parte, la proiezione attiva un allarme. La mente cognitiva cerca freneticamente un "colpevole" o una fonte di pericolo nel mondo esterno per giustificare la sensazione interna di vulnerabilità (proiezione). In sintesi, il Modello Emozionale non è ciò che pensiamo di essere, ma è il meccanismo che decide cosa possiamo pensare. Comprendere la propria "automobile" è il primo passo per smettere di subire la strada e iniziare a osservare la meccanica della propria guida.
FunzioneDescrizione Tradizionale (Psicologica)Prospettiva POMM (Meccanica) SviluppoEvoluzione continua della personalità. Struttura invariante fissata entro i 5 anni. Origine del Sé Costruzione sociale e introspettiva. Collimazione tra genetica e condizionamento familiare. Azione Scelta razionale basata sui valori. Esito di una sequenza meccanica: Spinta -> Azione -> Feedback. ProiezioniDifese dell'Identità contro l'angoscia.Tentativo corticale di spiegare una rottura dell'omeostasi limbica.
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Nel diagramma si vede un esempio di come avviene la sequenza di attivazioni (Arousal). Le attivazioni avvengono in co-attivazione ma in ogni coppia domina l'una o l'altra. Progredendo l'evento, muta la dominante e quindi il tipo di reazione si configura in modo diverso. Ricordiamo che però è la memoria emotiva (modello emozionale) a determinare l'interpretazione dell'evento e non il contrario. L'evento non condiziona lo stato emotivo direttamente, a meno che non sia totalmente inaspettato ed eccezionale. |
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Per quanto riguarda le esperienze sia elaborate che non elaborate, si ha da pensare che l'esperienza consolidata è molto diversa da quella in divenire, in quanto producono/interagiscono dinamismi emozionali primari molto diversi. Le esperienze elaborate in un dato settore (come già citato nel paragrafo sulla morale) producono dinamiche proiettive, dove il soggetto ha il controllo di sé e le aspettative intorno ai propri scopi e comportamenti verranno soddisfatte. Se invece le esperienze non sono riuscite ad essere elaborate, le dinamiche emotive si accendono in un altro modo per produrre una importante gamma di reazioni e altri tipi di comportamenti, in quanto la persona non ha il controllo e non sa predire i risultati che otterrà dalle proprie azioni.
L'area esperienziale è la parte determinante dell'evoluzione emotiva interiore del soggetto. Pur essendo guidata dagli schemi emotivi, ne determina nel tempo il consolidamento e la stabilità. Il sistema delle esperienze vissute quindi, risulta essere una tendenza autoreferenziale a conferma dei propri schemi emotivi (la strutturazione e/o adattamento) e non predisposta o tendente al loro cambiamento. L'esperienzialità inoltre, per la propria natura di essere una struttura di funzioni più o meno consolidate, determina le condizioni/modalità di come la persona reagisce agli eventi (reattività) e le azioni che la persona tende ad adottare nell'immediato futuro della attivazione emotiva. |
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Nell'immagine schematica sottostante del Modello Emozionale relazionale, viene sinteticamente raffigurata la relazionalità tra gli elementi della mente, gli effetti della loro attività e la relativa percezione dei feedback. Questa raffigurazione è come un'istantanea della cinetica delle azioni/reazioni che scaturiscono a seguito di uno stimolo ricevuto. |
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