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NON PSICOLOGICA
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Morale Ideologica e Pragmatismo Funzionale: L’osservazione dei rapporti umani rivela una costante frizione tra due modalità di gestione dell’agire: la morale ideologica, intesa come struttura di controllo e bilanciamento della paura, e il pragmatismo funzionale, ovvero l’espressione dell’individuo in stato di equilibrio omeostatico. In questa analisi, la morale non viene indagata come valore etico assoluto, ma come l'esito finale di un'attività proiettiva alimentata da una paura latente e pervasiva: il timore dell'errore e del giudizio.
1. La Morale come Compensazione Cognitiva della Paura Nella prospettiva della POMM, ogni azione umana è potenzialmente soggetta al timore del fallimento. Quando questa paura — anche se non percepita consciamente — si attiva, il sistema limbico innalza il livello di arousal. Per gestire questo sbilanciamento, la mente ricorre a formule di comunicazione che definiscono un assetto morale. La moralizzazione del comportamento diventa così una strategia di difesa preventiva: trasformare l'azione in una questione di "giusto o sbagliato" permette di esercitare una forma di potere e controllo su di sé e sugli altri, tentando di imbrigliare l’imprevedibilità dell’errore. 2. L’Alternativa Funzionale: Il Pragmatismo L’alternativa a questa struttura è il pragmatismo funzionale. Filosoficamente, il pragmatismo (dal greco pragma, "fatto concreto") sostiene il primato dell'attività diretta a un fine concreto rispetto all'astrazione teorica o etico-morale. Movimento nato negli Stati Uniti con figure quali Charles Sanders Peirce e William James, e successivamente evolutosi nello "strumentalismo" di John Dewey, esso identifica la verità e il valore di un'idea nella sua utilità pratica e nella sua capacità di risolvere problemi reali. Nella quotidianità, l'individuo applica il pragmatismo ogni volta che opera in assenza di allarme emotivo. Attività consolidate come guidare, cucinare o camminare sono sequenze di azioni e scopi in cui l'esperienza pregressa ha già elaborato e smorzato l'attività emotiva primaria. In questo stato di pieno equilibrio interiore, la moralizzazione non interviene perché non vi è alcuna minaccia proiettata che richieda una compensazione morale. 3. La Pressione Emotiva e il Crollo del Pragmatismo La criticità sorge quando il soggetto si trova in aree d'azione caratterizzate da insicurezza o esposizione al giudizio altrui. Sotto pressione, la focalizzazione della paura di sbagliare attiva istantaneamente la "moralizzazione preventiva". La parte cognitiva della mente produce una sovrabbondanza di pensieri e strategie finalizzati a recuperare un senso di benessere, ma tale sforzo intellettuale raramente riesce ad abbassare lo stress emotivo sottostante. In questo scenario, il pensiero applicato diventa un ostacolo all'efficacia, poiché la mente è più impegnata a gestire l'attivazione emozionale (e la relativa difesa morale) che a perseguire lo scopo concreto dell'azione.
4. Il Modello Ontogenetico: L’Apprendimento e l’Inibizione Due condizioni esemplificano la possibilità di un controllo emozionale basato sulla consapevolezza: la cosiddetta "fortuna del principiante" e, in modo più strutturale, il comportamento infantile. ・ La Dinamica del Bambino: Fino all'adolescenza, i giovani affrontano costantemente esperienze inedite con un livello di proattività e motivazione estremamente elevato. In questa fase, se l’obiettivo di sviluppare un’abilità è dominante, le dinamiche della paura rimangono marginali. Il bambino opera in un assetto totalmente pragmatico: la sua mente non focalizza il giudizio, ma il fine concreto dell'apprendimento. ・ L'Inibizione Culturale: Questo stato di grazia funzionale si scontra spesso con l'imprinting familiare. Genitori apprensivi tendono a inoculare le proprie paure attraverso la moralizzazione delle azioni dei figli ("è sbagliato", "è pericoloso", "cosa penseranno"). Questo processo sostituisce il pragmatismo funzionale con una struttura morale rigida e inibitoria, frammentando la naturale spinta evolutiva del bambino. Conclusione: Verso una Consapevolezza Funzionale Il pragmatismo funzionale non è una negazione dell'etica, ma un ritorno all'aderenza tra azione e realtà oggettiva. Comprendere che la moralizzazione è spesso un sintomo di allarme emotivo permette all'individuo di spostare il focus dalla giustificazione morale alla correzione della propria emozionalità primaria (arousal).
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