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NON PSICOLOGICA
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La performance come stato d'animo: quando il "fare" soffoca l' "essere"
La performance come stato mentale e trappola identitaria.
La potenza dell’ansia risiede nella confusione tra la nostra identità e gli stereotipi sociali di "migliore" o "peggiore" (identità sociale). Spesso ci troviamo incastrati in un paradosso: Proiettiamo di dovere di agire in modo "adeguato" in contesti che, in realtà, rifiutiamo o subiamo. In qualche modo avviene che si è acceso un conflitto, spesso minuscolo, tra quello che sento di volere e quello che proietto di dover fare. Allo stesso tempo, giudichiamo noi stessi usando proprio quei canoni competitivi che ci fanno sentire oppressi o frustrati.. Questo processo è una forma di auto-negazione: accettiamo di essere misurati da un sistema che intimamente non ci appartiene. In qualche maniera la nostra mente stabilisce una metrica di giudizio/valore e auto-giudizio che affonda le sue radici tra la famiglia e la comunità dove si è cresciuti. Il modo in cui valutiamo la nostra "prestazione" non ・neutro" ma influenzato dal Modello Emozionale familiare in costante dialogo con le aspettative sociali. Che si tratti di scuola o lavoro, è raro che la percezione di sé sia libera dal concetto di "normalità statistica" disconnessa dagli stereotipi sociali. Questa normalità è basata su pregiudizi ed essendo puramente quantitativa, ci costringe in una scala di meriti e demeriti dove il valore umano viene ridotto a un punteggio.
La Performance come Mercato dell'Approvazione: Il Caso degli Sport Estremi Nella meccanica della POMM, la performance non è quasi mai un atto di pura espressione del sé, ma una sofisticata strategia di cattura del feedback. Quando l’individuo non possiede un’autonomia emotiva consolidata, il suo Sistema Limbico percepisce il vuoto di validazione interna come una minaccia alla sopravvivenza proiettiva. Per colmare questo vuoto, l’individuo mette in atto una "prestazione" volta a forzare l’ambiente a restituire un segnale di valore: l’approvazione sociale. In questo mercato, il comportamento non è orientato all'efficacia reale, ma alla visibilità del risultato. Questo meccanismo raggiunge il suo apice nel mondo dello sport, e in particolare negli sport estremi e pericolosi. Qui, la posta in gioco viene alzata drasticamente: il rischio della vita diventa il generatore di un Arousal (intensità reattiva) talmente potente da silenziare temporaneamente le lacune del Modello Emozionale.
La Compensazione del Vuoto: Chi vive un modello di svalutazione o invisibilità trova nella sfida al limite (base jumping, free climbing, sport motoristici estremi) una "iper-validazione" istantanea.
La Funzionalità del Rischio: Il pericolo non è l'obiettivo, ma il mezzo tecnico per rendere la propria esistenza "incontestabile" agli occhi degli altri e di se stessi. Più il rischio è alto, più la richiesta di approvazione è disperata: l’applauso o lo stupore sociale fungono da anestetico per un senso di scarso valore che, nel quotidiano, il soggetto non riesce a gestire.
In definitiva, la performance estrema è spesso un urlo limbico vestito da impresa eroica: un tentativo di "comprare" un senso di esistenza attraverso il brivido, laddove la meccanica interna non è ancora capace di generare una stabilità indipendente dai testimoni.
Il Ciclo dell'Ansia: Dalla Motivazione alla Frustrazione L'ansia non arriva all'improvviso, ma segue un percorso logico e intenzionale (anche se doloroso): 1. Anticipazione e Colpa: L'ansia si attiva con laqrgo anticipo, proiettandoci nel futuro e rappresentando mentalmente di temere di non essere all'altezza dei compiti previsti. 2. 3.
Spesso questo stato viene erroneamente definito "Ansia da performance" ma come abbiamo letto, la forma apprensiva non è legata alla performance ma il contrario, la performance viene determinata dall'ansia/apprensione. Si potrebbe dire che è il segnale di un cortocircuito tra la volontà individuale e il dovere sociale. Per chi la vive, non è un'esagerazione "assurda", ma l'impossibilità reale di mediare tra le proprie aspirazioni e un modello di prestazione socialmente proposto che non ammette l'errore.
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