NON PSICOLOGICA

 

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                                                Narcisismo e dintorni

                                                                                     (autore: Alberto Bonizzato)

 

La maggior parte degli autori che scrivono su questo complesso tema, appartengono ad un tipo di approccio (un pochino o talvolta molto)  "moralmente rigido", dove esiste il "problema" e il relativo "approccio" o soluzione. Quasi tutta la psicologia tradizionale è rivolta a dare risposte ai "problemi". La clinica si applica su problemi conclamati e riconosciuti, su casistiche studiate, a patologie definite ed incasellate. Ma da pochi anni si è compreso che ciò che spesso viene definito un "problema" mentale, in realtà è il costrutto di una certa catena di stimoli e reazioni, con precise funzionalità, generate da esperienze fissate in strutture mnemoniche neuronali. Infatti, si comincia a capire il "perché" della formazione dei comportamenti e della scarsissima efficacia della volontà nella evoluzione delle difficoltà psicologiche. Per esempio, oggi si sa che una interazione emotiva produce molti più effetti evolutivi interiori rispetto alla sola coscienza razionale. Oggi si comincia a comprendere che le persone non hanno una vera consapevolezza di come comunicano, dei loro meta-comunicati e quanto, questi fattori comunicativi che sono determinati dalle emozioni primarie, condizionino o addirittura manipolino la realtà dei rapporti interpersonali con gli altri. Per guardare da questa nuova prospettiva il narcisismo, sappiamo che viene riconosciuto come un comportamento patologico seduttivo e preponderante, ma non viene molto considerata quale matrice comportamentale/emotiva lo abbia generato. Se lo si osservasse in questa diversa prospettiva, si potrebbe facilmente vedere come la matrice emotiva primaria, che come conseguenza genera il narcisismo (esteriormente espresso), altro non è che un tipo di conflittualità emotiva interiore, collocata tra le richieste di attenzione e le risposte negatorie subite. Il soggetto che esprime questo stato, attua la negazione delle richieste di approvazione che riceve, in questo modo mantiene soggiogata la vittima al proprio potere. In questo sistema possiamo cogliere la riduzione "in piccolo" di quanto viene normalmente attuato in scala maggiore dalla collettività nel suo insieme di regole e precetti, la negazione come forma di potere esercitato.  In parole povere nella famiglia di un narcisista abbiamo una coppia di soggetti (i genitori) vittime di un assetto culturale che si esprime nella paura e in una miriade di comportamenti difensivi e passivi. La paura li induce a continue applicazioni di meccanismi di difesa, espressi nella negazione di ogni novità, in special modo verso le naturali spinte di vita di un figlio/a attraverso regole, norme, insinuazioni e dubbi. In questo modo, viene attuata sui figli una inconsapevole pressione negatoria, attraverso il dosaggio delle attenzioni profuse, che condiziona il figlio/a che sarà indotto a identificare quali comportamenti soddisfano le proprie richieste di attenzione. Essendo però che la postura abituale nota è rappresentata dalla negatorietà, questa diviene un completo sistema di governo delle spinte relazionali, che , soprattutto, funziona ottimamente. Questa consuetudine familiare consolidata e socialmente riconoscibile (per quanto inconsapevole) permette di sviluppare particolari abilità nel comportarsi in quel dato modo. Pur mantenendo il tratto conflittuale di un comportamento basato sulla negazione, quindi permeato di continui e potenti sensi di colpa, inconsapevoli, il comportamento riprodotto garantisce comunque i risultati aspettati: un potere sull'altro/a. Per concludere, potremmo dire che la matrice emotiva proveniente dal contesto familiare si riproduce, attuando modelli emotivi e comportamenti secondo una traiettoria lineare. Il narcisismo, in pratica rappresenta quella concatenazione di comportamenti inconsapevoli, attraverso i quali il soggetto reitera continuamente richieste di approvazione a vari livelli, sia individuali che sociali.

 

 

 

 

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