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                                        La morale e il dinamismo vittima-carnefice

                                                                                     (autore: Alberto Bonizzato)

 

La relazione che si instaura tra vittima e carnefice è stata spesso rappresentata come un binomio tra colpevolezza e innocenza. Questa definizione può avere un utilizzo perfetto per quanto riguarda le controversie giuridiche; la propria appartenenza all'una o all'altra categoria può infatti definire l'esito di un processo e di una condanna. Nella vita quotidiana, in particolare  modo nei rapporti di coppia, non è appropriato servirsi di questi due termini come fossero ruoli fissi e opposti. Questo dinamismo di vittima e carnefice, infatti, viene a inscriversi in una cornice dove c'è un continuo alternarsi di azioni e di reazioni, il cui sviluppo è determinato dal proprio Modello Emozionale individuale. A seconda della tipologia di modello assorbito fin dall'infanzia, l'individuo tenderà a riprodurre solo alcune dinamiche emotive, a prescindere che queste causino sofferenza e frustrazione oppure no. In parole semplici, ciò che viene vissuto ed osservato fin dall’infanzia da bambini diviene uno schema interno che può essere proiettato e riprodotto all’infinito, in cui i ruoli di vittima o carnefice possono essere interpretati da altri attori al di fuori della famiglia d’origine.

Per esempio, essere vittima o carnefice risulta essere una precisa condizione predeterminata, che spesso costituisce una sorta di zona di comfort, per quanto essa sia dolorosa. Nella matrice del proprio modello emotivo individuale è una condizione non modificabile e soprattutto non riconosciuta. L'essere vittima corrisponde, alla condizione più conosciuta e familiare, legata al senso di colpa e di conseguenza, nella propria vita, anche adulta, si tenderanno a riprodurre molte di quelle situazioni in cui si può essere vittime. Basti pensare ad esempio ai meccanismi dell'alcolismo o dei rapporti sentimentali a componente violenta, ecc. La stessa cosa vale per la condizione del carnefice, anch'essa scaturisce da precise dinamiche (anch'essa legata al senso di colpa). Il soggetto che soffre di forti sensi di colpa, ma non addestrato alla loro repressione o introversione, diviene reattivo ai processi di relazione di tipo moralizzanti, scatenando la propria rabbia sul partner, attuando comportamenti da carnefice, rabbiosi, vendicativi, punitivi ecc.

 

                                                       Altro sul rapporto   vittima/carnefice

 

 

 

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